Q&A: Etf e Fondi Comuni

Questions & Answers

 

 

Acquistare un Etf

Domanda posta da Menechen, Yahoo Answers il: 19/05/2008

Vorrei comprare un Etf, mi dareste un consiglio? Grazie.

 

Risposta del nostro esperto: Prof. Sante Leone

Gli Etf (Exchange Traded Funds) sono una particolare categoria di fondi comuni di investimento, sorta negli Stati Uniti agli inizi del 1993 e diffusasi poi in Europa a metà del 2000. Sono quotati in Borsa in tempo reale, come le azioni, e quindi negoziabili per il tramite di un qualsiasi intermediario autorizzato. La loro caratteristica principale è quella di "replicare" la composizione di un indice, in modo da ottenere un analogo rendimento. Se, per esempio, lo S&P-Mib registra un incremento dell'1%, ciascun Etf che replica quel paniere, farà registrare un analogo apprezzamento.
Investendo in Etf si può realizzare la stessa diversificazione settoriale effettuata dai normali Fondi Comuni di Investimento, con il vantaggio ulteriore della negoziabilità delle quote sul mercato. Con un importo limitato, quindi, è possibile acquistare o vendere l'intero paniere di titoli che compongono l'indice di riferimento. Inoltre, potendo gli Etf replicare un indice anche al contrario, diventa possibile avvantaggiarsi delle fasi ribassiste di mercato, acquistando gli Etf short, cioè fondi che guadagnano quando l'indice di riferimento scende e, ovviamente, perdono quando l'indice di riferimento sale. Un'altra importante caratteristica degli Etf legati ad indici di borsa è quella relativa alla leva finanziaria. Nel replicare (in modo diretto o inverso) un indice, gli Etf possono moltiplicarne gli utili (e, quindi, le perdite) un certo numero di volte. Prendono in tal caso il nome di "Etf strutturati". Per esempio, se un Etf short sul Dax di Francoforte agisce in leva 2, ad ogni ribasso dell'indice tedesco di un punto percentuale corrisponderà un apprezzamento dell'Etf di due punti percentuali, e viceversa.
A differenza dei normali Fondi Comuni di Investimento, spesso caratterizzati da commissioni di ingresso e/o di uscita anche elevatissime, gli Etf presentano costi di gestione davvero contenuti. La commissione di gestione, infatti, ammonta ad una percentuale variabile dallo 0,20% allo 0,90% del patrimonio gestito. La negoziazione di questi strumenti, poi, ovviamente, sconta la normale commissione di negoziazione dovuta alla propria Banca o Sim per l'operatività sul mercato di Borsa.

 

 

Regime Fiscale degli Etf

Domanda posta da Michele, Taranto il: 03/05/2008

Ho acquistato e, dopo qualche giorno, rivenduto un ETF guadagnando 200 euro. Quando ho ricevuto le contabili dalla mia banca ho notato, con stupore, che (oltre al normale capital gain) era stata addebitata una ritenuta fiscale del 12,5% su un non ben specificato "disaggio". Ho spesso sentito in TV che gli ETF sono negoziati sul mercato come delle normali azioni. Che cos'è, allora, questa strana ritenuta?

 

Risposta del nostro esperto:     Dott. Sante Leone

In Italia il regime fiscale degli Etf (Exchange Traded Funds) è diverso rispetto a quello dei titoli azionari. La base imponibile sulla quale calcolare l'imposizione fiscale, infatti, viene determinata sulla base della differenza maggiore tra le seguenti:

 

Pv - Pa (prezzo di vendita meno prezzo di acquisto)

Nav(v) - Nav(a)  (Nav del giorno di vendita meno Nav del giorno di acquisto)

 

Il Nav è il cosiddetto "Net Asset Value", vale a dire il valore complessivo del portafoglio titoli e della liquidità posseduti dal fondo alla chiusura del mercato, diviso il numero di quote esistenti a quel momento che, quasi sempre, sarà diverso dai prezzi di carico e vendita spuntati sul mercato dall'investitore. La banca intermediaria, quindi, all'atto della vendita dell'Etf, addebita al cliente il capital gain sul maggiore di detti valori differenziali, salva poi la possibilità di aumentargli la minusvalenza recuperabile fiscalmente. Riteniamo poco opportuna questa norma, se non altro per il fatto che i crediti per capital gain hanno una validità di quattro anni e quindi far pagare, subito, al risparmiatore una somma a titolo di imposta per dargliene, in cambio, un'altra con scadenza quadriennale non ci pare molto equo.